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Ultimo aggiornamento: 9 febbraio 2010, 10:58

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Le banche speculano grazie al Decreto Abruzzo (aggiornamento)

14 settembre 2009  -   3 Commenti  -   Stampa questo articolo inserito da: Patrizio
Le banche speculano grazie al Decreto Abruzzo (aggiornamento)

Terremoto. Alla Carispaq interessi mutui dovranno essere pagati

Articolo da PrimaDaNoi.it del 12 settembre

La Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila (Carispaq) farà pagare, a tutti i clienti che hanno un contratto di mutuo, gli interessi relativi al periodo 6 aprile-31 dicembre 2009.

Questo vuol dire che è compreso anche il periodo di sospensione previsto dal “decreto Abruzzo”, in quanto quest’ultimo non prevede il titolo gratuito.

La notizia è emersa solo dopo la segnalazione di un cliente dell’istituto bancario.


L’uomo, un ristoratore di Ovindoli, Davide Pompili, con un capitale residuo di 85 mila euro, a gennaio dovrà pagare circa 2.400 euro di interessi.

«Gli interessi andranno pagati anche se il mutuo è stato sospeso – ha confermato all’Ansa il direttore della filiale di Ovindoli, Agostino Alonzi – in quanto il decreto non prevede il titolo gratuito. Dovranno quindi essere pagati gli interessi semplici relativi al periodo di sospensione».

Secondo il capo settore crediti della Carispaq, Enrico Coppa,  usciranno sul sito internet della banca tutte le informazioni e tutte le possibilità che offrono al cliente, con l’obiettivo di agevolare i pagamenti.

«Grandi istituti potrebbero decidere di non far pagare gli interessi – ha aggiunto – ma non dimentichiamo che anche noi siamo terremotati».

«Non ho problemi a pagare gli interessi – ha affermato il commerciante – ma attuerò tutte le iniziative, anche legali, per far valere i nostri diritti. Questa dice di essere la ‘nostra banca’ e ci fa pagare gli interessi in conto capitale, cosa che non avviene con diversi altri istituti di credito cui mi sono rivolto».

Della cosa sarà interessata anche l’associazione commercianti di Ovindoli.


La “Grande Truffa”: le banche speculano grazie al Decreto Abruzzo

Articolo da “Il Manifesto.it” del 5 settembre.

Aquilani costretti a pagare gli interessi sulle rate dei mutui sospesi

La «grande truffa», l’hanno chiamata i terremotati de L’Aquila, scoperta quasi per caso nella calura d’agosto, l’ennesima regalata loro dal governo Berlusconi. Tra le tante incertezze e difficoltà che si prospettano in questo «amaro autunno», almeno di una cosa pensavano di non doversi preoccupare al momento: il pagamento delle rate dei mutui o dei finanziamenti sospesi per disposizione del decreto Abruzzo (partorito dall’esecutivo il 28 aprile scorso e convertito in legge n. 77 il 24 giugno 2009) fino al 31 luglio. Termine poi prorogato fino al 31 dicembre 2009 con una successiva ordinanza emessa il 6 agosto scorso. «Sospeso significa sospeso», credevano ingenuamente gli aquilani fiduciosi dell’intervento solidaristico dello stato.

E invece no. Per alcune banche, soprattutto locali, la legge deve essere interpretata in un altro modo: la rateizzazione slitterà, sì, di nove mesi ma per tutto il periodo della sospensione, da aprile a dicembre, il cliente è tenuto a pagare gli interessi sul capitale residuo con lo stesso tasso concordato alla stipula del contratto di finanziamento. In questo modo la banca, che ha applicato automaticamente e senza avvisare i clienti la sospensione delle rate imposta per legge, specula sul terremoto e sulla tragedia degli aquilani.

La signora Pina Lauria, per esempio, ha scoperto il «raggiro» quando la sua banca, a fine agosto, le ha inviato una lettera con l’avviso di proroga della sospensione. «Quando mi sono recata in agenzia mi hanno avvertito che avrei dovuto pagare 1.200 euro di interessi in più rispetto alla somma complessiva, altrimenti avrei dovuto rinunciare alla sospensione delle rate e pagare in un’unica soluzione le ultime cinque già sospese», racconta.

Quando la signora chiede di sapere perché la banca ha operato una sorta di rinegoziazione del mutuo senza alcun avviso si sente rispondere che è imposto dal decreto governativo.

«Ma gli interessi, allora, perché li chiedono a me?», è l’ovvio quesito. Analoga esperienza quella dei signori Speranza alle prese con un mutuo a tasso variabile sulla loro prima casa, attualmente inagibile. E, come loro, decine di terremotati in questi giorni stanno scoprendo l’amara sorpresa.

Tanto che il deputato aquilano del Pd Giovanni Lolli ha chiesto all’Abi un incontro chiarificatore per la prossima settimana. «Ma il problema -spiega – sta nella legge scritta appositamente in modo ambiguo sul punto». Il resto lo fanno quelli che a L’Aquila già chiamano «gli usurai».

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3 Commenti »

  • paolobbi ha scritto:

    Ho scoperto che anche la mia banca (Banca delle Marche) ha traslato sì la rata di aprile ad ottobre ma applicando gli interessi per il periodo trascorso!
    VOGLIAMO FARE QUALCOSA TUTTI INSIEME O NO?
    Proporrei di intraprendere una azione comune presso associazioni di consumatori o di accedere se possibile alla Class Action.
    Invito “L’Aquila – 6 aprile 2009″ a raccoglere adesioni per questa iniziativa contro il sopruso “interpretativo” delle Banche.

  • Patrizio (autore) ha scritto:

    L’idea è interessante, e non sarebbe l’unico argomento su cui varrebbe la pena raccogliere adesioni via web.
    Ad esempio, riteniamo necessario un coinvolgimento maggiore dei cittadini nelle decisioni che si stanno prendendo riguardo il loro futuro in questa città. Coinvolgimento organizzato che porti a proposte concrete da realizzare, non soltanto di critica verso decisioni già prese, anche se pienamente condivisibili.
    Tuttavia, l’impressione che abbiamo è che la maggior parte dei cittadini aquilani aspetti che qualcun altro prendi le decisioni, eccetto i comitati cittadini o associazioni varie che, per vari motivi, primo dei quali forse il numero eccessivo degli stessi, hanno visto fino ad oggi raccogliere un numero di consensi non adeguato alle rivendicazioni portate avanti.
    Comunque, stiamo sicuramente pensando a come poter mettere a disposizione questo spazio web anche per iniziative utili alla città ed al futuro dei suoi cittadini, ed il problema dei mutui potrebbe essere una delle possibili tematiche.
    Ma sono iniziative che richiedono il supporto dei cittadini per avere una qualche probabilità di successo.

  • paolobbi ha scritto:

    Mi fa piacere. Sono anche daccordo sulla opportunità di aprire un confronto sul futuro di questa città.
    Ripeto ormai alla nausea a tutti coloro che incontro o con i quali ho l’opportunità di scambiare riflessioni su questo tema che al di là di ciò che si sta facendo per la “ricostruzione” (più o meno condivisibile: piano C.A.S.A., MUSP, MAP, ecc.) nulla si sta facendo per la “società” intesa come sviluppo. Mi aspettavo parallelamente ai cantieri la messa in campo di un tavolo, o se volete di una conferenza di servizi, intorno al quale Regione, Provincia, Comune, Ente Parco, Azienda di Promozione Turistica e quant’altri si confrontassero per “pensare” un futuro per questa città. Nella quale presto avremo tante case “contenitore” senza gli Aquilani! Costretti infatti ad andarsene per mancanza di lavoro, piuttosto che per mancanza di qualità della vita.
    Tutti noi in questi giorni stiamo affrontando il problema del traffico, verso il quale forse qualcosa si sta muovendo, ma non saranno certo le sole rotatorie a risolverlo (che fine ha fatto la famosa ed ormai dimenticata “variante sud”?).
    Ed insieme al traffico la polvere! Che presto con l’inverno si trasformerà in fango!
    Il Centro storico completamente abbandonato a se stesso ben presto si chiamerà non più “Zona Rossa” bensì, dopo uno dei soliti inverni aquilani e di cui noi bene conosciamo gli effetti deleteri persino sulle strutture nuove figuriamoci sulle pericolanti, si chiamerà “Zona Archeologica”.
    Allora sì che potremo far pagare il biglietto di ingresso ai tanti turisti non per caso e forse la Nostra economia si riprenderà.

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